Vicino lontano
Workshop con Pietro Finelli

Oggetti del passato recente riprendono vita con lamine dorate e con un collage di tracce personali portate dagli autori.

Pietro Finelli descrive così la realizzazione pratica del suo progetto Vicino e lontano: "... ho pensato di scavare, come prima mossa, nel passato non troppo recente sia della struttura ospedaliera sia dei pazienti. Dispense e trattati di psichiatria di proprietà dell'ospedale, apparecchi medicali – delle tracce - vengono, con l'ausilio dei pazienti e la guida dell'artista, riportati in vita. Come? Il trattamento consiste nel ricoprirli attraverso opportuni procedimenti con delle lamine dorate. Su queste tracce, saranno depositate ulteriori tracce prelevate dall'ambiente psico-sensoriale dei pazienti: si tratterà di discutere e approfondire insieme i loro desideri per quanto attiene la sfera dell'immagine e quindi a rappresentarli questi desideri. Per esempio il ritratto di quando erano bambini, della loro mamma o papà o sorella o fratello, dell'attore o attrice preferita o dell'animale più amato, della donna ideale, ecc. Queste immagini potranno essere attinte dalle fotografie personali dei pazienti, dai rotocalchi di loro scelta, ecc..."

L'artista Pietro Finelli: nasce a Montesarchio (BN) nel 1957. Vive e lavora a Milano. Intraprende il suo viaggio personale nella pittura attraverso una ricerca libera e autonoma che lo porta a sperimentare con colori scuri, polverosi, e a ricercare forme minime, anche astratte. Agli inizi degli anni '80 inizia il lavoro sulle carte da imballaggio, lavorando con carboncino, olio e acrilici a composizioni a cavallo tra figura e astrazione. Nel 1990 presenta i primi dipinti su fondi dorati alla Galleria il Ponte di Roma. Poi espone da Lattuada Studio (1996) e alla galleria Pack (2002) a Milano. Un ciclo che lo impegna a lungo, una narrazione sugli aspetti minimi del quotidiano condotta con giallo indiano e indaco. I soggetti sembrano prelevati da un libro illustrato per bambini, in cui figurine delicate e malinconiche sono poste in accostamenti vagamente surreali. A metà degli anni '00 lascia la pittura aurea e si riaffaccia il tema del cinema che aveva già trattato con la tecnica del collage. Inizia la serie Noir, dipinti a olio su tela e disegni ispirati alla produzioni cinematografiche americane degli anni '40 e '50. La citazione di un fotogramma preso dal cinema diventa il pretesto per realizzare immagini inedite che raccontano emozioni intime e profonde.