Workshop con Marica Moro e Roberto Rosso2015Un workshop integrato di fotografia e di scultura sul tema della trasformazione e del rapporto tra uomo e natura. In questa occasione la sfida è stata particolarmente interessante e stimolante in quanto Marica Moro e Roberto Rosso hanno proposto un progetto complesso ed innovativo che ha messo tutto il gruppo di lavoro di fronte alla affascinante possibilità di trasformare oggetti di recupero attraverso numerosi passaggi di trasformazione a volte “casuali” e “non prevedibili” nati dalla elaborazione fotografica e dall’utilizzo di materiali inusuali. Conoscenza, trasformazione, condivisione sono stati gli elementi chiave di un continuum che ha proceduto per stadi successivi ampliandosi in una spirale evolutiva dove la materia e lo spirito hanno trovato la via per fondersi in un’unica rappresentazione di un nuovo oggetto, un nuovo aspetto del Sé, una nuova dimensione del Noi. La caratteristica fondamentale del progetto, che lo rende unico nel suo genere, dipende dal tipo di processo fotografico al quale vengono sottoposti oggetti in movimento, in modo da analizzare il processo di trasformazione fino alla realizzazione di un’immagine “altra” rispetto al soggetto di partenza. Questo esclusivo processo permette di fotografare la memoria del movimento, cioè l’intero percorso che una determinata materia compie in un determinato tempo, registrandolo non come scie informi, ma al contrario proprio come forme definite. In tal senso, ogni tipo di materia sottoposta a questa ripresa, si rivela alla fine dello scatto, come un oggetto tridimensionale autonomo, non immaginabile precedentemente in nessun modo. Pertanto, dal materiale precedentemente scelto per la ripresa, ne sono scaturite fotografie di vere sculture, o meglio, bozzetti per la progettazione di sculture vere e proprie, con materiali ancora diversi. L’elemento sorpresa è diventato la chiave per procedere nella sperimentazione scultorea della forma, attraverso l’uso di materiali contrastanti e talvolta opposti rispetto a quelli originari di partenza, per le caratteristiche di pesantezza-leggerezza, ruvidità-morbidezza, per il gioco delle forme piene-vuote, o ancora nella libera evoluzione di un’idea appena evocata nell’immagine fotografica. Il titolo nasce da un’idea molto simpatica e accattivante. Gli oggetti in movimento, ripresi nel loro moto in entrambe le direzioni, acquistano un senso cinematografico se vengono pensati come fossero nelle mani di un abile regista che imprime loro il moto. In questo caso il nostro abile regista è il prof. Roberto Rosso. Il rumore che corrisponde al “ciack” dell’azione ricorda quello prodotto (forse involontariamente) dalla camera quando viene chiusa ed è pronta per entrare in “azione”. Lo strumento che riprende il moto è del resto un parente non molto lontano della macchina fotografica. L’oggetto in moto assume forme inconsuete e impreviste che sembrano quasi uscite dalle mani di un “demiurgo”. Francesco Fregapane Gli Autori delle Botteghe d’Arte: Roberto Canella, Francesco Fregapane, Gianfranco Garofalo, Umberto Nannelli, Elisabetta Renolfi, Franco Scacchi, Masaaki Yanagisawa Gli Artisti Roberto Rosso: nasce a Varallo Sesia nel 1956. La formazione culturale, dopo il conseguimento della maturità al Liceo Artistico, prosegue con gli studi di Architettura presso il Politecnico di Milano, integrati a quelli di Scenografia, disciplina con cui otterrà il diploma all’Accademia di Belle Arti A.C.M.E di Novara, città dove risiede e svolge parte della sua professione. L’attività di fotografo lo impegna in ambito culturale, in particolare nella riproduzione di Beni Artistici, collaborando con le Soprintendenze, i Restauratori, le Case Editrici, tra le quali l’Istituto Geografico De Agostini, per il quale ha eseguito diversi reportage di Architettura e di Geografia. Contemporaneamente sviluppa il lavoro nel campo della pubblicità, partecipando a numerose campagne di comunicazione pianificate da diversi gruppi