Nasce ad Asti nel 1968. Io non sono un’artista, sono una che pasticcia nell’arte. Nel senso che è proprio quello che mi piace: pasticciare. Mettere insieme materiali, tecniche, oggetti, colla, colori, scritte. Tutto è cominciato su un treno per Milano. L’impatto con la città cominciava dal treno. Mi faceva sinceramente impressione la sporcizia lasciata da quella massa umana, propria di un treno di una città sovrappopolata. Quindi la prima cosa che ho fatto, artisticamente (se vogliamo dirla così) è stato raccontare i miei viaggi insieme alla spazzatura. Ho raccattato alcuni oggetti che erano igienicamente “toccabili”, altri li ho riprodotti apposta, accartocciando fazzolettini ecc… e li ho composti in un quadro. Da allora spesso va così. Mi piace guardarmi in giro e raccattare quello che per gli altri è insignificante: oggetti buttati che per me possono essere usati per raccontare. Ecco, questo è la seconda cosa che direi di me stessa: a me piace raccontare, un quadro è un racconto.